I VERI SCRITTORI? SONO I GIORNALISTI
Dissipatio L'altra faccia dell'Intellettuale Dissidente Attraverso questa vasta e variegata e parziale antologia si vuole celebrare un concetto semplice fino alla crudeltà. Il ‘canone’ del Novecento italiano è fatto da giornalisti-scrittori. O meglio. Da scrittori che hanno esercitato il giornalismo. I quotidiani sono stati la palestra dei letterati di talento, che in redazione hanno imparato il pregio del fango, il genio della rapidità narrativa, della riflessione arguta, della rapina retorica. Hanno imparato, cioè, che esiste (anche) un lettore. I casi canonici sono noti: Dino Buzzati; Pier Paolo Pasolini; Giovanni Arpino; Ennio Flaiano; Gianni Brera. Gli altri fondano la nostra biblioteca: Guido Piovene, Goffredo Parise, Mario Soldati, Enzo Bettiza... Tutti – per lo più, ricchi di idee e poveri di soldi – hanno praticato l’arte più antica del mondo pur di campare. Il giornalismo insegnava umiltà, senso creativo, obbedienza alla forma. Oggi, sbracato, vale, le...