UMBERTO ZANOTTI BIANCO RACCONTA LA SUA PAESTUM
“Voi sapete che siamo in cerca dei resti di un santuario antico e l’inseguimento vostro è veramente ridicolo; ma veramente credete che sono venuto a complottare con le bufale?”, scriveva così Umberto Zanotti Bianco, il 4 aprile del 1934, al Prefetto che gli aveva messo due poliziotti alle calcagna che lo sorvegliavano mentre si muoveva, con Paola Zancani Montuoro, tra gli acquitrini e i boschi di canne ed altre piante acquatiche di Gromola. “Dopo due giornate tra le paludi e le boscaglie, animate soltanto da mandrie di bufale e da torme di uccelli migranti…”, scriverà dopo. Era il 1934 quando i due archeologi alla ricerca del famoso Heraion, presso questo manufatto iniziarono alcuni saggi di scavo: «La mia collega ... aveva tenuto a far subito un piccolo scavo presso la chiesetta diruta, poco lungi dalla mozza torre secentesca di guardia». “Sopportato” e discretamente sorvegliato nel 1941 verrà direttamente inviato al confino. La scoperta di Hera Argiva arriverà dopo vari tentati...