Le meraviglie salutari e culturali del carciofo di Eboli e Paestum
I carciofi non sono tutti uguali. Sono antichi al punto di essere considerati il miglior effetto dell’eruzione del Vesuvio del 79 a.c. e moderni nelle tecnica di riproduzione delle piantine che oggi vengono “clonate” usando gli esemplari migliori. La Piana del Sele è un grande campo sperimentale all’aperto. Ad Eboli c’è il Consorzio Meristema, produce, mediante micropropagazione, piantine risanate partendo da piante madri selezionate delle loro tipologie più pregiate. Sono loro a rifornire gran parte dei coltivatori di carciofi dell’area mediterranea. Sempre nella zona di S.Cecilia di Eboli c’è l’azienda Vitrosele. Se Paestum è considerata la zona d’elezione dei carciofeti con la varietà autoctona “pascaiola” , quella che matura nel periodo pasquale, è ad Eboli che agricoltori d’avanguardia hanno imboccato le autostrade della scienza e dell’innovazione raccogliendo il lavoro che tecnici agrari e biologi avevano inziato da diversi decenni nei laboratori del locale istituto tecnico agrario. I carciofi coltivati sulle rive del Sele ed all’ombra dei templi di Paestum hanno una marcia in più anche nel combattere il logorio della vita moderna così come raccontava una celebre pubblicità. Basta andare dal fruttivendolo sotto casa: quello reale targato Paestum: dal fruttivendolo si fa riconoscere per avere le foglie esterne di un colore che tende al rosso scuro. E’ un vero toccasana per il fegato, ricco com’è di sali minerali e vitamine. Un salutare decotto combatte l’insorgere dell’arteriosclerosi. Sono solo alcune delle particolarità della “Tonda” pestana, si chiama così la varietà locale. I Il carciofo che cresce nei campi della piana di Eboli – Capaccio si distingue dalle altre produzioni simili per la pezzatura più grossa, il capolino più grande, la forma sub- sferica, il sapore gradevole e delicato alla cottura. Nel comprensorio del carciofo pestano (che comprende anche alcuni comuni vicini: Eboli, Battipaglia, Altavilla e Serre) sono oltre duemila gli ettari di terreno dove, grazie alle particolari condizioni pedoclimatiche e alle accurate tecniche di coltivazione, si produce un carciofo dalle molte qualità. La quantità prodotta supera le trentamila tonnellate all’anno e il mercato ortofrutticolo di Capaccio è un punto di riferimento nazionale per la vendita del carciofo. L’epoca della produzione va da ottobre a maggio per le varietà precoci e da fine marzo a giugno per le tardive. Il carciofo non ha controindicazioni al consumo, salvo che per le donne nel periodo dell’allattamento, poiché sembrerebbe ostacolare la produzione di latte. Ma non c’è nessuna certezza scientifica al riguardo. Il carciofo è utile nel metabolismo del colesterolo e dei grassi. Ha effetti diuretici e depurativi; regolarizza la funzione epatica, la secrezione biliare, l’equilibrio del glucosio ematico e l’attività intestinale. Inoltre, l’azione depurativa contribuisce alla bellezza della pelle. Queste proprietà terapeutiche si ricavano solo in minima parte dal consumo dell’infiorescenza. Infatti, i principi attivi (cinarina, glucosidi, tannini, inulina) sono presenti soprattutto nelle foglie di questa pianta. Il nostro carciofo non finisce mai di stupire. L’ultimissima? Ricerche dell’università di Salerno, si sono scoperti dei metodi per poter utilizzare in mille modi gli scarti di produzione. Che nel caso delle preparazione dei carciofini sott’olio arrivano addirittura all’85%
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