BATTIPAGLIA. Salvatore Gatto, spirito critico della sinistra



Era una delle figure storiche di Battipaglia, da protagonista e militante aveva vissuto i forti cambiamenti in seno alla sinistra, non smarrendo mai la passione per le proprie idee....
Di ORESTE MOTTOLA
“Ti devi occupare più della Piana. Scendi dalle tue colline e lascia stare il Cilento, terra bella ma che non conta”. Ogni volta che mi vedeva Salvatore Gatto non mancava di farmi questo amichevole rabbuffo. Ex ferroviere, fu a capo dell’allora potente Cgil della Piana del Sele quand’era piena di moderne fabbriche e di aziende agricole dove l’occupazione, era allora tutta italiana, veniva perfino dalla Lucania e non si sottraeva alla lotta di quello che allora chiamavano con il loro nome, sì il caporalato. Poi alla fine degli anni Ottanta lasciò tutto e transitò nella più strana, fascinosa, e piena di diversità culturali, politiche e generazionali, redazione che la storia ricordi: quella di Telelibera Battipaglia. Salvatore, dall’eloquio lento ma preciso, era uno che contava. Comunista non organico o ottuso. Un dialogante. Fece notizia quando decise di passare dalla parte di chi, allora più d’ora, faceva notizia. Poi passò alla carta stampata, alla redazione di Salerno del “Giornale di Napoli”, dove ritrovò un altro sindacalista diventato giornalista, Nicola Nigro. Mi ricordo che non finì bene, e Salvatore ci imbastì una vertenza privata, facendo causa agli editori. Mi sembra di vederlo, con il loden e il borsello, i baffi eleganti, erede di un’aristocrazia operaia che con la cultura s’interfacciava volentieri e non in maniera stupidamente antagonista. Così quando su un quotidiano ho visto la notizia della sua scomparsa, mi ha colpito. “Era una delle figure storiche di Battipaglia, da protagonista e militante aveva vissuto i forti cambiamenti in seno alla sinistra, non smarrendo mai la passione per le proprie idee”. Salvatore Gatto è deceduto all’età di 68 anni. Ha lasciato una moglie, Nunzia, e due figli. Pensionato, ex Cgil e con un passato da giornalista, Gatto era cresciuto tra le fila del Pci, aveva militato nel Pds, nei Ds e nel Pd. Fino agli ultimi anni è stato con i giovani per tentare di recuperare i valori della politica, sostenendo il partito ad ogni evento, manifestazione, iniziativa, mettendo la sua energia al servizio della comunità. Di recente aveva accusato il Pd locale di essersi mummificato, provando a spronare i dirigenti ad una maggiore vitalità politica. Aveva mantenuto uno sguardo critico nei confronti dell’amministrazione dell’ex sindaco Santomauro. Il Pd battipagliese ha voluto ricordare Salvatore Gatto come “un compagno con cui abbiamo condiviso tante battaglie, che ha sempre vissuto il suo essere uomo di sinistra con impegno e grande passione, e che ha sempre trasmesso a tutti il suo amore per la politica”. Io voglio testimoniare che non è stato il “totus politicus” o sindacalista, ma ha avuto gli orizzonti vasti del combattente libero che ha un’idea non faziosa del mondo. Ciao, Salvatore!

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